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PATOLOGIE TRATTATE

Per poter capire le problematiche trattate è importante fornirvi alcune definizioni

Il rachide è la struttura portante del corpo umano, si chiama colonna vertebrale ed è costituita da ossa (vertebre) e dischi intervertebrali. Essa ospita al suo interno un’importante struttura nervosa (midollo spinale) da cui partono i nervi che raggiungono le diverse parti del nostro corpo. Sulle vertebre si inseriscono i muscoli e legamenti. Fra queste strutture, il disco intervertebrale è quella maggiormente soggetto ad alterarsi laddove la sua funzione è di garantire la flessibilità del rachide nei diversi movimenti nonché sopportare carichi notevoli.

L’algia ( dolore ) è una sensazione di dolore circoscritta ad una zona, senza alterazioni evidenti della regione interessata.
Spesso, il termine algia è usato come suffisso: in tal caso la radice della parola indica la parte interessata (es: cervicalgia, dorsalgia, lombalgia…).

La patologia è lo studio delle malattie nei diversi aspetti: cause, evoluzioni, danni. È la scienza che studia le modificazioni strutturali, biochimiche e funzionali, che determinano la malattia e che si verificano a livello cellulare, nei tessuti e negli organi.
Nella pratica medica, il termine è utilizzato anche per indicare una malattia in atto, uno stato patologico, una condizione di sofferenza dell’organismo.

Il rachide è la struttura portante del corpo umano, si chiama colonna vertebrale ed è costituita da ossa (vertebre) e dischi intervertebrali. Essa ospita al suo interno un’importante struttura nervosa (midollo spinale) da cui partono i nervi che raggiungono le diverse parti del nostro corpo. Sulle vertebre si inseriscono i muscoli e legamenti. Fra queste strutture, il disco intervertebrale è quella maggiormente soggetto ad alterarsi laddove la sua funzione è di garantire la flessibilità del rachide nei diversi movimenti nonché sopportare carichi notevoli.

L’algia ( dolore ) è una sensazione di dolore circoscritta ad una zona, senza alterazioni evidenti della regione interessata. Spesso, il termine algia è usato come suffisso: in tal caso la radice della parola indica la parte interessata (es: cervicalgia, dorsalgia, lombalgia...).

La patologia è lo studio delle malattie nei diversi aspetti: cause, evoluzioni, danni. È la scienza che studia le modificazioni strutturali, biochimiche e funzionali, che determinano la malattia e che si verificano a livello cellulare, nei tessuti e negli organi. Nella pratica medica, il termine è utilizzato anche per indicare una malattia in atto, uno stato patologico, una condizione di sofferenza dell’organismo.

ALGIE (DOLORI) - PATOLOGIE

LOMBALGIA: La lombalgia acuta (colpo della strega) si manifesta con un dolore acutissimo, spesso temporaneamente immobilizzante, causato da una reazione immediata di muscoli e altre strutture della schiena a movimenti scorretti o sforzi eccessivi e solitamente il sintomo compare nel giro di poche ore.

LOMBALGIA CRONICA: Il dolore alla schiena che si protrae per più di 3-6 mesi viene definito lombalgia cronica, influisce particolarmente sulla vita lavorativa, sociale e psicologica del paziente.

ERNIA DEL DISCO: Si manifesta quando la parte centrale del disco intervertebrale, detta nucleo polposo, attraversa l’anello fibroso che lo racchiude e fuoriesce dal disco, andando comprimere il nervo. Essa è spesso conseguenza di movimentazioni manuali sovraccaricanti che possono dare luogo a gravi disturbi, fra cui la lombosciatalgia, che si manifesta con dolore alla regione lombare irradiato al gluteo e alla coscia.

SCOLIOSI: La scoliosi è un‘alterazione che colpisce la colonna vertebrale fino a incurvarla lateralmente in modo permanente e fisso, creando alterazioni anatomiche non modificabili volontariamente.

IL DORSO PIATTO:Sensibile diminuzione o annullamento della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

IL DORSO CURVO (O IPERCIFOSI):accentuazione della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

L’IPERLORDOSI:accentuazione della normale curva fisiologica lombare o cervicale. Tutte queste alterazioni, in particolare la scoliosi e l’iperlordosi, non derivano da attività lavorative ma possono essere congenite o dovute a carenza di adeguata attività fisica. Tali alterazioni, se presenti in forma rilevante, possono aumentare le probabilità di avere disturbi alla schiena connessi con il lavoro.

I BECCHI ARTROSICI (ARTROSI): :sono piccole protuberanze ossee che si formano sul bordo della vertebra e possono provocare dolore locale. Se comprimono un nervo, determinano la comparsa di formicolii e dolori a braccia o gambe. Ad esempio: formicolii alle mani nell’artrosi cervicale o dolore agli arti inferiori come nel caso di ernia lombare.

Le ossa del nostro scheletro prendono rapporto tra di loro tramite appositi dispositivi detti articolazioni.
Queste collegano in alcuni casi due o più ossa dotate di estrema mobilità, come ad esempio quelle degli arti; in altri casi uniscono fra di loro ossa relativamente poco mobili, come le ossa della colonna vertebrale.

I problemi osteo-articolari e muscolari, caratterizzati da dolore più o meno intenso e accompagnati da rigidità e difficoltà di movimento, costituiscono la causa più frequente di ricorso al medico di famiglia. Circa il 30-40% dei disturbi, lamentati dai pazienti al proprio medico, riguarda dolori acuti coinvolgenti schiena, collo, spalle e possono essere la conseguenza di un trauma o di un affaticamento muscolare (spesso in relazione ad attività sportiva, lavorativa o a posture scorrette). Si stima inoltre che in Italia ben 5,5 milioni di persone sono affette da patologie osteo-articolari e/o muscolari di tipo cronico-evolutivo.
In entrambi i casi si registra un’elevata tendenza all’utilizzo di farmaci antinfiammatori di sintesi con conseguenze tanto più devastanti per la salute quanto più lungo è il periodo di assunzione.

Le problematiche più comuni sono le seguenti: muscolari, tendinee, osteo-articolari.

Tra le patologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, caratterizzate da dolore persistente e invalidante, abbiamo:

– Lombo-sciatalgia
– Sindrome del tunnel carpale

L’osteoartrite è la forma più diffusa di artrite, un disturbo che non è più considerato una semplice conseguenza dell’invecchiamento ma dovuto a diverse e possibili cause: anomalie muscolo-scheletriche, anomalie genetiche, obesità, lesioni e stress. Ovviamente non si può intervenire né sul patrimonio genetico né sulle malformazioni scheletriche, però è possibile modificare il proprio stile di vita, in modo tale da proteggere le articolazioni e contribuire alla prevenzione dell’osteoartrite.

LOMBALGIA: La lombalgia acuta (colpo della strega) si manifesta con un dolore acutissimo, spesso temporaneamente immobilizzante, causato da una reazione immediata di muscoli e altre strutture della schiena a movimenti scorretti o sforzi eccessivi e solitamente il sintomo compare nel giro di poche ore.

LOMBALGIA CRONICA: Il dolore alla schiena che si protrae per più di 3-6 mesi viene definito lombalgia cronica, influisce particolarmente sulla vita lavorativa, sociale e psicologica del paziente.

ERNIA DEL DISCO: Si manifesta quando la parte centrale del disco intervertebrale, detta nucleo polposo, attraversa l’anello fibroso che lo racchiude e fuoriesce dal disco, andando comprimere il nervo. Essa è spesso conseguenza di movimentazioni manuali sovraccaricanti che possono dare luogo a gravi disturbi, fra cui la lombosciatalgia, che si manifesta con dolore alla regione lombare irradiato al gluteo e alla coscia.

SCOLIOSI: La scoliosi è un‘alterazione che colpisce la colonna vertebrale fino a incurvarla lateralmente in modo permanente e fisso, creando alterazioni anatomiche non modificabili volontariamente.

IL DORSO PIATTO:Sensibile diminuzione o annullamento della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

IL DORSO CURVO (O IPERCIFOSI):accentuazione della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

L’IPERLORDOSI:accentuazione della normale curva fisiologica lombare o cervicale. Tutte queste alterazioni, in particolare la scoliosi e l’iperlordosi, non derivano da attività lavorative ma possono essere congenite o dovute a carenza di adeguata attività fisica. Tali alterazioni, se presenti in forma rilevante, possono aumentare le probabilità di avere disturbi alla schiena connessi con il lavoro.

I BECCHI ARTROSICI (ARTROSI): :sono piccole protuberanze ossee che si formano sul bordo della vertebra e possono provocare dolore locale. Se comprimono un nervo, determinano la comparsa di formicolii e dolori a braccia o gambe. Ad esempio: formicolii alle mani nell’artrosi cervicale o dolore agli arti inferiori come nel caso di ernia lombare.

LOMBALGIA: La lombalgia acuta (colpo della strega) si manifesta con un dolore acutissimo, spesso temporaneamente immobilizzante, causato da una reazione immediata di muscoli e altre strutture della schiena a movimenti scorretti o sforzi eccessivi e solitamente il sintomo compare nel giro di poche ore.

LOMBALGIA CRONICA: Il dolore alla schiena che si protrae per più di 3-6 mesi viene definito lombalgia cronica, influisce particolarmente sulla vita lavorativa, sociale e psicologica del paziente.

ERNIA DEL DISCO: Si manifesta quando la parte centrale del disco intervertebrale, detta nucleo polposo, attraversa l’anello fibroso che lo racchiude e fuoriesce dal disco, andando comprimere il nervo. Essa è spesso conseguenza di movimentazioni manuali sovraccaricanti che possono dare luogo a gravi disturbi, fra cui la lombosciatalgia, che si manifesta con dolore alla regione lombare irradiato al gluteo e alla coscia.

SCOLIOSI: La scoliosi è un‘alterazione che colpisce la colonna vertebrale fino a incurvarla lateralmente in modo permanente e fisso, creando alterazioni anatomiche non modificabili volontariamente.

IL DORSO PIATTO:Sensibile diminuzione o annullamento della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

IL DORSO CURVO (O IPERCIFOSI):accentuazione della normale curva fisiologica dorsale del rachide.

L’IPERLORDOSI:accentuazione della normale curva fisiologica lombare o cervicale. Tutte queste alterazioni, in particolare la scoliosi e l’iperlordosi, non derivano da attività lavorative ma possono essere congenite o dovute a carenza di adeguata attività fisica. Tali alterazioni, se presenti in forma rilevante, possono aumentare le probabilità di avere disturbi alla schiena connessi con il lavoro.

I BECCHI ARTROSICI (ARTROSI): :sono piccole protuberanze ossee che si formano sul bordo della vertebra e possono provocare dolore locale. Se comprimono un nervo, determinano la comparsa di formicolii e dolori a braccia o gambe. Ad esempio: formicolii alle mani nell’artrosi cervicale o dolore agli arti inferiori come nel caso di ernia lombare.

Le ossa del nostro scheletro prendono rapporto tra di loro tramite appositi dispositivi detti articolazioni. Queste collegano in alcuni casi due o più ossa dotate di estrema mobilità, come ad esempio quelle degli arti; in altri casi uniscono fra di loro ossa relativamente poco mobili, come le ossa della colonna vertebrale.

Le ossa del nostro scheletro prendono rapporto tra di loro tramite appositi dispositivi detti articolazioni.
Queste collegano in alcuni casi due o più ossa dotate di estrema mobilità, come ad esempio quelle degli arti; in altri casi uniscono fra di loro ossa relativamente poco mobili, come le ossa della colonna vertebrale.

Le ossa del nostro scheletro prendono rapporto tra di loro tramite appositi dispositivi detti articolazioni. Queste collegano in alcuni casi due o più ossa dotate di estrema mobilità, come ad esempio quelle degli arti; in altri casi uniscono fra di loro ossa relativamente poco mobili, come le ossa della colonna vertebrale.

I problemi osteo-articolari e muscolari, caratterizzati da dolore più o meno intenso e accompagnati da rigidità e difficoltà di movimento, costituiscono la causa più frequente di ricorso al medico di famiglia. Circa il 30-40% dei disturbi, lamentati dai pazienti al proprio medico, riguarda dolori acuti coinvolgenti schiena, collo, spalle e possono essere la conseguenza di un trauma o di un affaticamento muscolare (spesso in relazione ad attività sportiva, lavorativa o a posture scorrette). Si stima inoltre che in Italia ben 5,5 milioni di persone sono affette da patologie osteo-articolari e/o muscolari di tipo cronico-evolutivo. In entrambi i casi si registra un’elevata tendenza all’utilizzo di farmaci antinfiammatori di sintesi con conseguenze tanto più devastanti per la salute quanto più lungo è il periodo di assunzione.
Le problematiche più comuni sono le seguenti: muscolari, tendine e osteoarticolari. Tra le patologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, caratterizzate da dolore persistente e invalidante, abbiamo:

– Lombo-sciatalgia
– Sindrome del tunnel carpale

I problemi osteo-articolari e muscolari, caratterizzati da dolore più o meno intenso e accompagnati da rigidità e difficoltà di movimento, costituiscono la causa più frequente di ricorso al medico di famiglia. Circa il 30-40% dei disturbi, lamentati dai pazienti al proprio medico, riguarda dolori acuti coinvolgenti schiena, collo, spalle e possono essere la conseguenza di un trauma o di un affaticamento muscolare (spesso in relazione ad attività sportiva, lavorativa o a posture scorrette). Si stima inoltre che in Italia ben 5,5 milioni di persone sono affette da patologie osteo-articolari e/o muscolari di tipo cronico-evolutivo. In entrambi i casi si registra un’elevata tendenza all’utilizzo di farmaci antinfiammatori di sintesi con conseguenze tanto più devastanti per la salute quanto più lungo è il periodo di assunzione. Le problematiche più comuni sono le seguenti: muscolari, tendine e osteoarticolari. Tra le patologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, caratterizzate da dolore persistente e invalidante, abbiamo: Lombo-sciatalgia, Sindrome del tunnel carpale.

 L’osteoartrite è la forma più diffusa di artrite, un disturbo che non è più considerato una semplice conseguenza dell’invecchiamento ma dovuto a diverse e possibili cause: anomalie muscolo-scheletriche, anomalie genetiche, obesità, lesioni e stress. Ovviamente non si può intervenire né sul patrimonio genetico né sulle malformazioni scheletriche, però è possibile modificare il proprio stile di vita, in modo tale da proteggere le articolazioni e contribuire alla prevenzione dell’osteoartrite.

 L’osteoartrite è la forma più diffusa di artrite, un disturbo che non è più considerato una semplice conseguenza dell’invecchiamento ma dovuto a diverse e possibili cause: anomalie muscolo-scheletriche, anomalie genetiche, obesità, lesioni e stress. Ovviamente non si può intervenire né sul patrimonio genetico né sulle malformazioni scheletriche, però è possibile modificare il proprio stile di vita, in modo tale da proteggere le articolazioni e contribuire alla prevenzione dell’osteoartrite.